Un viaggio nel lato oscuro della religione e del potere con la nuova serie di Edoardo Röhl e Mattia Ammirati edita da Myth Press. 

Oggi vi parleremo de “I Simoniaci”, la nuovissima serie a fumetti in cinque episodi che promette di sovvertire le nostre certezze su fede, morale e giustizia, trascinandoci in un turbine pulp di intrighi divini e lotte di potere.

Qui il sacro e il profano si fondono, e la satira tagliente mette in discussione ogni certezza.

 

 

 

 

Alla base de I Simoniaci c’è un’idea narrativa audace e geniale: la Chiesa ha la certezza dell’esistenza di Dio.

Tutto è dovuto alla scoperta, da parte di tre monaci medievali, di un passaggio nascosto nelle Scritture che permette di andare in Paradiso (e raggiungere Dio) senza morire.

Questo evento porta a un incontro diretto con l’Altissimo, che rivela una verità sconvolgente: tutti gli dèi esistono e l’uomo, grazie al libero arbitrio, è finalmente libero di scegliere la propria fede. Una rivelazione che, se accettata, annullerebbe il potere esclusivo della Chiesa.

Ma è proprio qui che l’uomo “frega” il divino: la Chiesa stipula un contratto con Dio che, grazie a una falla linguistica, le consente di controllare l’accesso degli esseri divini al mondo mortale.

Grazie all’accordo, la Chiesa riceve il potere di evocare a piacimento miracoli e inscenare possessioni, allo scopo di mantenere salda la porpria posizione dominante sui fedeli.

Peccato però che c’è l’ex cardinale Malaspina. Rinchiuso negli anni Ottanta proprio perché voleva rivelare al mondo questo oscuro segreto, ora lancia un’attacco violento contro la Chiesa con l’obiettivo di vendetta verso chi lo ha tradito e tradito la fede stessa.

A contrastarlo vengono mobilitati quattro preti molto particolari. Non aspettatevi uomini di puro spirito…

Quella che ne scaturisce non è una semplice caccia all’uomo, ma uno scontro senza esclusione di colpi, dove alla fine non si sa bene chi siano i “buoni”.

La sceneggiatura di Edoardo Röhl ha un ritmo serrato: le scene si susseguono senza tregua e ogni dialogo è scolpito con battute taglienti, cariche di sarcasmo e rabbia, capaci di accendere la tensione in ogni vignetta.

La forza di Röhl sta nella capacità di condensare molto in poche parole. I dialoghi sono brevi ma ricchi di sottotesto, ogni scambio verbale alimenta il conflitto e spinge in avanti la narrazione, mantenendo alta l’attenzione del lettore e stimolando la curiosità su cosa accadrà dopo.

Un altro aspetto che rende la scrittura di Röhl davvero interessante è la varietà di registri utilizzati. In “I Simoniaci” si passa con naturalezza dall’ironia pungente delle conversazioni tra preti e agenti, che strappano più di un sorriso amaro, a momenti totalmente surreali, mescolando il grottesco tipico del pulp alla riflessione teologica, senza mai rallentare il ritmo.

Il tratto grafico di Mattia Ammirati ha un’impronta fortemente cinematografica: ogni tavola sembra costruita come una scena da film, con inquadrature strette, ritmi serrati e un uso intelligente degli effetti sonori scritti che amplificano l’azione.

Le sequenze più movimentate (non diciamo nulla per non spoilerare) sono rese con grande energia, e trasmettono al lettore l’atmosfera pulp-grottesca della sceneggiatura.

Ammirati non cerca il disegno “pulito” o rassicurante, ma punta sulla cineticità e sullo sconvolgimento. Il suo stile è perfettamente in sintonia con la scrittura di Röhl: insieme costruiscono un mondo visivo e narrativo che non lascia indifferenti.

Trovate tutte le date ufficiali delle uscite sul sito Myth Press.

I volumi sono disponibili su tutti i principali store online, in fumetteria, libreria e sul sito ufficiale dell’editore.

 

  • Perchè si: Perfetto per chi cerca un fumetto che unisca azione, tensione e satira sociale, questo progetto seriale è solo all’inizio: preparatevi a seguire la fuga di Malaspina e la resa dei conti dei quattro preti incaricati di fermarlo.
  • Perchè no: ci vuole stomaco per leggerlo.