La presentazione di Renverse a SFestival non è stata un semplice incontro con un film e un libro, ma l’ingresso in un universo narrativo che si dispiega su due fronti complementari.
Colpiti dalla trama e dallo stile, abbiamo voluto proseguire subito il viaggio: prima sullo schermo, poi sulla pagina.
Titolo: Renverse
Regia e sceneggiatura: Federico Bissacco
Anno: 2024
Durata: 2h 7m
Produzione: Emera Film – Digital United Studios
Lingua originale: Esperanto (con sottotitoli)
Genere: Drammatico, fantascienza post‑apocalittica
Cast principale: Alex Zacchello, Paolo Mazzini, Ilaria Antonello, Tommaso Rotella, Adele Pisani, Micol Damilano, Federico Bava, Raffaele Lamorte, Giulio Prosperi, Cristina Di Gesù.
Titolo: Renverse Alpha Z III
Autore: Federico Bissacco
Editore: Ali Ribelli Edizioni
Anno di pubblicazione: 2025
Formato: Cartaceo (126 pp.) e eBook
ISBN Cartaceo 979-12-5540-228-2
ISBN Ebook: 979-12-5540-229-9
Il progetto Renverse nasce come opera cinematografica e si amplia poi in forma letteraria. Il film, scritto e diretto da Federico Bissacco, colpisce subito per la sua scelta radicale: girato in esperanto, immerge lo spettatore in un mondo che ha perso i propri codici culturali e linguistici, restituendo la sensazione di una civiltà che parla con voce estranea e universale. È un’esperienza visiva e sonora che destabilizza, perché costringe a percepire la catastrofe non solo come scenario, ma come perdita di memoria.
Il romanzo Renverse Alpha Z III, pubblicato da Ali Ribelli Edizioni, raccoglie questa intuizione e la trasforma in allegoria narrativa. Se il film lavora sull’impatto immediato della lingua e dell’atmosfera, il libro amplia l’universo, approfondendo le dinamiche interne delle fazioni e la parabola dei personaggi.
Suggestioni che richiamano i classici
Renverse dialoga con i grandi classici della distopia. Come 1984 di Orwell, mette al centro la questione della lingua: se la Neolingua è creata dal Partito per ridurre il pensiero e impedire il dissenso, l’esperanto di Renverse nasce invece dalla cancellazione spontanea della memoria culturale.
Accanto a Orwell, si possono evocare altre risonanze: Fahrenheit 451 di Bradbury, con i frammenti di cultura sopravvissuti; La strada di McCarthy, con il tono lirico e pessimista; Children of Men di Cuarón, con la gravidanza come evento eccezionale; e Stalker di Tarkovskij, con la scelta introspettiva che trasforma la rovina in paesaggio interiore.
Personaggi e contrapposizioni
Al centro della vicenda ci sono i fratelli Elia e Riccardo Skab, separati da una battaglia e destinati a ritrovarsi su fronti opposti. Elia, rimasto in superficie, guida i ribelli con un atteggiamento pacifista e cristiano, convinto che il fratello sia morto. Riccardo, invece, è il comandante della città sotterranea di Dama, strappato da giovane alla famiglia e cresciuto nell’esercito, marito di Pauline. La loro contrapposizione diventa allegoria della guerra fratricida.
Attorno a loro si muovono figure emblematiche: Pauline, moglie di Riccardo, introduce un barlume di umanità; la moglie di Elia, incinta, diventa simbolo del paradosso della nascita percepita come rammarico; Zara, ribelle armata, incarna la radicalizzazione della resistenza.
Due viaggi in un unico universo narrativo
Il volto del potere è rappresentato da Elizabeth, leader della città 011: dissoluta e amorale, incarna la degenerazione del dominio sotterraneo, contrapposta alle figure religiose dei superstiti di superficie, che pur fragili vivono la fede come ricerca di speranza.
Film e romanzo non si sovrappongono, ma si completano. Il film offre l’esperienza sensoriale di una lingua altra, di un mondo visivo che azzera la familiarità. Il romanzo scava nella parabola allegorica, nella contrapposizione fraterna e nei simboli di fazione. Sono due viaggi con un biglietto differente, da godersi entrambi: l’esperienza distopica si apprezza due volte, con due prospettive che si illuminano a vicenda.
Renverse non consola né intrattiene: canta la perdita. È il primo frammento di un poema distopico che ci invita a guardare la rovina due volte, con occhi diversi.