Il gatto e il diavolo. I gatti di Copenaghen

di: James Joyce

Editore:  La Vita Felice

Data di Pubblicazione: marzo 2023

ISBN: 9788893466554

Pagine: 48

Formato: brossura 

 

 

 

Quale nonno non ama raccontare storie al proprio nipote e quanto sono belle per un nipote le fiabe del nonno.

E se tuo nonno è Joyce? Allora “SBEM!”

Le edizioni “La Vita Felice” ci regala la possibilità di sentirsi, sebbene per qualche ora, tutti nipoti del grande scrittore irlandese.

Il volumetto contiene due favole che hanno come filo conduttore i gatti come protagonisti e sono tratte dalle lettere che Joyce scriveva al proprio nipote Stephen.

Entrambe le storie ci offrono la possibilità di conoscere un lato diverso dello scrittore. Non il gigante della letteratura del secolo scorso, non i flussi di coscienza e i monologhi interiori, bensì un nonno che racconta delle fiabe al nipote.

Ma, attenzione, sempre di Joyce parliamo. Se quindi i due testi sono caratterizzati da un linguaggio semplice e, appunto, fiabesco, al contempo rappresentano due perle che fondono realismo, surrealismo col folclore e velata critica sociale.

Ne “Il gatto e il diavolo”, troviamo una storia ispirata alla leggenda del ponte di Beaugency. Joyce si trovava in vacanza con in questa cittadina sulla Loira e viene a conoscenza della storia legata ad un ponte, che vede protagonisti il sindaco, il Diavolo e un gatto.

Come in ogni storia tratta dal folclore che si rispetti, il sindaco di Beaugency per costruire un ponte che consenta ai cittadini di attraversare il fiume stringe un patto col il diavolo e con furbizia riesce a imbrogliarlo, grazie all’intervento di un gatto.

Lo scritto “I gatti di Copenaghen” è una recente scoperta e la sua prima pubblicazione risale solo al 2012. Come abbiamo già detto, anche questa storia è contenuta in una lettera dell’autore al nipote ed è ispirata da una vacanza.

Questa volta nostro nonno-scrittore era in villeggiatura nella capitale della Danimarca e ne approfitta per scrivere un divertissement che, tra il serio e il faceto, sfocia nella critica all’autorità.

Nella surreale Copenaghen descritta da Joyce non ci sono gatti, ma tanti pesci e biciclette. L’autorità (rappresentata dai poliziotti) trascorre il tempo poltrendo, inviando ordini alla popolazione tramite i postini. La popolazione scrive a sua volta ai poliziotti, per chiedere aiuto, ma questi ignorano le richieste. Joyce spera di poter portare un gatto a insegnare ai cittadini danesi la libertà.

Veniamo all’edizione. Come ci abitua La Vita Felice, troviamo un volumetto di pregevole fattura, piacevole al tatto e facile da tenere in tasca, pronto per esser eletto ovunque.

Aggiungiamo, poi, che ad arricchire le storie, troverete illustrazioni e documentazione fotografica sulla corrispondenza tra Joyce e il nipote.

Il testo inglese a fronte consente di gustarsi anche in originale i testi. Per noi è stata una doppia piacevole lettura.

 

  • Perché sì: per chi ama i gatti, ma non ama Joyce; per chi ama Joyce e non ama i gatti; per chi ama entrambi … e anche per chi non ama nessuno dei due, che potrà cambiare idea.
  • Perché no: non troverete il “solito” Joyce