Il signore del giardino

Autori: Maurizio Cometto

Editore: Delos Digital

Data di Pubblicazione: novembre 2021

ISBN: 9788825418316

Pagine: 74

Formato: ebook 

 

 

 

 

“Un racconto storico, una favola gotica, una tragica storia d’amore e di vendetta”. Così ci viene presentato dall’editore questo lungo racconto. Ed in effetti la sintetica descrizione calza proprio a pennello. Iniziamo però col dire chi è il “signore” e di quale “giardino” si tratta.

La storia, ambientata nella Torino del XVIII secolo, si ispira alla leggenda che ha come protagonista è Villa Sartirana, splendido edificio barocco che, insieme con il parco che la circonda, è una delle attrazioni turistiche più famose di Torino. Il giardino è chiamato parco della Tesoriera, perché costruita per Aymo Ferrero di Cocconato, consigliere e (per l’appunto) tesoriere dello Stato Sabaudo. All’interno del parco è piantato “il nonno”. Si tratta di un enorme platano, il cui simpatico appellativo deriva dal fatto che – piantato nel XVIII secolo – è l’albero più antico di Torino.

Ma dove sta il gotico? Ebbene, dovete sapere che il parco ha anche un altro nome. I torinesi lo chiamano “il Giardino del Diavolo”. Questo perché la leggenda vuole che di notte si possa udire fra i viali un cavallo che corre al galoppo, accompagnato dalle spaventose urla di una ragazza che proverrebbero dai sotterranei di Villa Sartirana.

Il racconto di Maurizio Cometto prova a narrarci cosa c’è dietro questa urban legend, proprio attraverso gli occhi (e la penna) del Tesoriere Aymo Ferrero di Cocconato. Con un approccio narrativo integralmente epistolare seguiamo la doppia parabola rappresentata dalla costruzione della Villa e il tragico sviluppo delle due morbose passioni principali del Tesoriere: l’occulto e la giovane figlia del proprio cugino.

Apprendiamo quindi che la costruzione della Villa rientra nei progetti amorosi del nostro tesoriere, che vorrebbe diventasse il futuro nido d’amore per lui e il giovane oggetto delle sue passioni. Passioni che inducono lo sventurato a incrociare il proprio destino con un misterioso e inquietante maestro d’armi francese, in possesso di una reliquia proveniente dalla Terra Santa e dotata di poteri magici.

Il mefistofelico francese offre al tesoriere il manufatto insieme ai suoi prodigi. Come ci insegnano Faust e gli altri poveri compagni di sventure, tutto ha un caro e doloroso prezzo. Una volta chiuso l’empio accordo, i progetti del tesoriere prendono una vertiginosa e tragica china.

  • Perché sì: il racconto è una piccola perla che mescola in modo sapiente storia locale e le più classiche tematiche della narrativa di genere; lo stile epistolare, con un linguaggio perfettamente in linea con l’epoca in cui si ambienta la storia, trasporta il lettore in una piacevole atmosfera fantastica e gotica.
  • Perché no: non ci sono fantasmi, stregoni malvagi o mostri inquietanti che uccidono povere fanciulle; non è consigliabile a chi cerca terrore e emozioni forti.