Corruptio
Autore: Stefano Mancini
Editore: Dark Zone
Data pubblicazione: ottobre 2025
ISBN: 1281846074
Pagine: 392
Formato: brossura
Abbiamo letto per voi il secondo capitolo della saga Dark Fantasy di Stefano Mancini. Seguito di Pestilentia, in questo secondo libro torniamo a seguire le vicende di Shree e Gleb contro un mondo ormai ridotto a una melma malsana dal morbo della Morte Nera.
La storia segue il punto di vista di tre personaggi principali: Shree, Gleb e Jari, l’alto sacerdote del culto di Nergal.
Il romanzo si collega direttamente agli eventi del primo libro, dove il clero, in cerca di un’importante reliquia, attacca e stermina l’ultimo avamposto dei reietti gha’unt — una razza simile a quella umana con l’eccezione di avere delle corna sulla fronte —, accusati dalla gente di aver scatenato il morbo per colpa di strani rituali eretici. Perché è questo che sono agli occhi del mondo: degli eretici che hanno trascinato il mondo in un abisso di freddo e morte.
L’autore ci trascina di nuovo in una storia raccontata da più punti di vista, come suo solito, e come abbiamo potuto apprezzare anche in altri suoi lavori come L’Enigma del Führer, L’Enigma di Majorana e L’Enigma di Tesla.
Shree e Gleb si dividono lungo il viaggio che li aveva condotti, nel primo capitolo, all’accampamento degli eretici. La ragazza, decisa a cercare vendetta, abbandona il suo compagno di viaggio al suo destino per intraprendere una missione solitaria e potenzialmente suicida fin nelle stanze private del Sommo Sacerdote Jari.
Gleb, dal canto suo, cerca di rimettere insieme i pezzi di un’identità mai vissuta appieno, seguendo quello che la guida della sua gente aveva cercato di trasmettergli. Sarà proprio lui a ritrovare la preziosa reliquia della chiesa di Nergal e a capirne il potenziale. Il Sommo Padre, da parte sua, dovrà dividersi tra i complotti in seno alla sua chiesa e una piaga che miete sempre più vittime. I loro destini, ovviamente, sono destinati a incrociarsi di nuovo… o forse no? Beh, leggere il romanzo potrebbe aiutare a dissipare questo dubbio, non trovate?
La scrittura asciutta e pulita di Mancini come sempre coglie nel segno; la trama, già di per sé cupa e opprimente con lo spettro della piaga che miete sempre più vittime e della perdita di fede del popolo, non risulta mai appesantita da inutili fronzoli. I personaggi sono come sempre tutti ben scritti, mai piatti. I loro dubbi, le loro paure e le pochissime speranze li rendono vividi, quasi brillanti in un mondo dove il grigio sembra essere ormai l’unico colore. Ed è proprio questo susseguirsi e alternarsi di punti di vista della storia che guida il lettore in questo mondo, sperando insieme ai protagonisti di poter raggiungere i loro obiettivi… del Sommo Padre no, lui no dai, è veramente odioso… ma è così che devono essere i cattivi, bravo Stefano quindi!
- Perché sì: Se avete amato il primo capitolo e siete curiosi di sapere se alla fine la giustizia troverà il modo di colpire chi lo merita, non potete farvi scappare questo secondo capitolo. Senza dimenticare che stiamo parlando di un romanzo di uno scrittore estremamente dotato.
- Perché no: Se le atmosfere cupe del dark fantasy non sono tra le vostre ambientazioni preferite, questo racconto, seppur scritto in maniera sopraffina, potrebbe non fare per voi.