Un ratto, una piattaforma sperduta nel Mar di Norvegia, alcuni morti che si presentano agli appuntamenti e qualcosa che emerge dalle profondità marine. Non è il programma di una settimana particolarmente sfortunata, ma quello che troviamo nelle due nuove uscite di Agenzia Alcatraz.

 Il primo è Kavar il ratto di Thomas Owen, raccolta di racconti pubblicata nella collana Bizarre. L’altro è La madre rossa di Maico Morellini, un romanzo uscito per la collana Bizarre Off.

 

Kavar il ratto di Thomas Owen

 Thomas Owen è lo pseudonimo scelto da Gérald Bertot, nato a Lovanio il 22 luglio 1910. Prima di dedicarsi al fantastico scrisse romanzi polizieschi; lavorò inoltre come critico d’arte con il nome di Stéphane Rey. Dal 1975 fino alla morte, avvenuta nel 2002, fu membro dell’Académie royale de langue et de littérature françaises de Belgique.

La raccolta apparve per la prima volta nel 1975 con il titolo Le Rat Kavar et autres histoires de vie et de mort, pubblicata da Marabout.  L’edizione italiana è  tradotta da Camilla Scarpa.

Nei quindici racconti di Kavar il ratto compaiono incontri assurdi, oggetti malvagi, incantesimi e morti che si presentano agli appuntamenti. Thomas Owen inserisce questi eventi in situazioni quotidiane e credibili, nelle quali l’insolito arriva senza cancellare del tutto il dubbio. La morte è il filo che attraversa la raccolta, mentre oggetti, case, specchi e incontri diventano occasioni per introdurre la paura nella vita di tutti i giorni

La madre rossa di Maico Morellini

Maico Morellini è nato a Reggio Emilia nel 1977. Il suo primo romanzo di fantascienza, Il re nero, vince il Premio Urania 2010 e viene pubblicato l’anno successivo da Mondadori, per cui nel 2016 esce anche il romanzo La terza memoria. Nel 2019 e nel 2021 vince il Premio Italia con i romanzi Il diario dell’estinzione e Il ragno del tempo.

Oggi con La madre rossa porta il lettore sulla Piattaforma Baldr, sessanta metri sopra gli abissi del Mar di Norvegia. Cinque sconosciuti restano isolati quando una tempesta interrompe ogni contatto con l’esterno. Il freddo avanza, gli strumenti smettono di funzionare e qualcosa emerge dalle profondità marine.

A quanto accade sulla piattaforma si lega la scomparsa della RSS Arthur Dee, un vascello da ricerca britannico naufragato nel 2022. Il caso viene ricostruito attraverso ricerche e testimonianze trovate dentro e fuori dal deep web, in un racconto che mette insieme finzione, scienza e orrore.

 La madre rossa conferma la tendenza di Maico Morellini a mescolare fantascienza, horror e weird, giocando sul confine tra fatti e invenzione.