Parliamo di due novità del fantastico italiano pubblicate da Colomò Editore.
Rotte solari di Barbara Guarnieri e Riflessi della luce nera di Stefano Sbaccanti
Lungo le rotte del Sistema solare, la luce accompagna una nave affidata anche a Elvira, l’intelligenza artificiale incaricata di assistere Amelia e ormai capace di pensare, affezionarsi e scegliere. Nell’altro libro la lampada ultravioletta offre la chiave per leggere nove storie.
In Rotte solari di Barbara Guarnieri brillano stelle lontane, rotte commerciali e pianeti terraformati. Riflessi della luce nera di Stefano Sbaccanti illumina case, paesi e oggetti quotidiani. Le macchie lasciate indisturbate dalla luce ordinaria acquistano contorni, mentre lo sguardo di chi le ha scoperte perde ogni innocenza.
Entrambi i volumi escono per Colomò Editore nella collana Mondi Ignoti. Rotte solari è inserito nella serie fantascientifica Mercuria; Riflessi della luce nera nella Nuova Serie. Una space opera costruita come ciclo di avventure si trova accanto a nove racconti weird riuniti dall’immagine della luce nera
Rotte solari: coscienze in viaggio
Amelia Baraet pilota una nave mercantile, assistita dall’Operatore E.L.V.I.R.A. Un’anomalia gravitazionale le spinge mille anni nel passato, in un Sistema solare popolato da colonie e pianeti terraformati. [Solari-testo | Txt]
I nove episodi, raccolti in Origine, Erranti e Ultima ricorrenza, mescolano vita di bordo, esplorazioni e avventura. Fra le pagine si intravedono rotte commerciali, interessi economici e mondi nei quali la tecnologia ha cambiato il paesaggio molto più delle abitudini umane.
A tenere compagnia ad Amelia c’è Elvira, nata per governare la nave e ormai capace di osservare, imparare e scegliere. Il loro rapporto porta l’intelligenza artificiale fuori dai consueti ruoli di minaccia o assistente infallibile, lasciandole spazio come personaggio.
Il volume può incuriosire chi frequenta la space opera e chi segue le storie dedicate all’AI, soprattutto quando astronavi e mondi lontani convivono con gesti molto semplici. La tazza d’acqua calda preparata da Elvira resta forse l’immagine più immediata del libro: persino nel cosmo la convivenza si fonda sui piccoli rituali.
Riflessi della luce nera: guardare lascia conseguenze
Nella prefazione, Stefano Sbaccanti parte da una lampada ultravioletta, capace di mostrare impronte, macchie lavate e scritture cancellate. Chi ha visto una stanza sotto quella luce, osserva l’autore, continuerà poi a cercare gli stessi segni sui muri, nelle persone e sulle facciate delle case. I nove racconti nascono da questo sguardo.
La stele nera conduce a Consonno, fra edifici abbandonati e resti del vecchio paese dei balocchi. Irene Fossati fotografa quei luoghi da anni, ma il monolito comparso nella piazza sfugge ai suoi scatti: ben visibile nel mirino, lascia nelle immagini soltanto una zona nera.
Acqua bassa si sposta nel Delta del Po, sulle tracce di un paese evacuato durante l’alluvione del 1966 e in seguito demolito. Boscoforte di Sotto continua però a comparire sulle mappe e nelle fotografie, come se la cancellazione amministrativa non fosse bastata.
Gli altri racconti attraversano la Boston del 1963, Verdun, una manifattura svizzera, un edificio di Tokyo e un’isola assente dalle carte. C’è spazio anche per Randolph Carter e l’altopiano di Leng, in un richiamo dichiarato a H. P. Lovecraft.
La raccolta può interessare chi legge weird e horror cosmico, ma anche chi ama i falsi documenti, i luoghi abbandonati e le storie costruite attorno a un dettaglio che non torna. La luce nera del titolo non risolve il mistero: permette soltanto di vederlo meglio.
Il fantastico sotto luci diverse
Presi insieme, Rotte solari e Riflessi della luce nera ricordano che il fantastico italiano può servirsi della space opera per immaginare il futuro dell’intelligenza artificiale oppure del weird per disturbare la familiarità di luoghi, fotografie e documenti.
Sono due proposte diverse capaci di cercare il fantastico tanto nelle possibilità aperte dalla tecnologia quanto nelle crepe di ciò che crediamo di conoscere.
Resta da scegliere dove guardare: nello spazio profondo oppure sulla parete di una stanza. Una volta accesa la luce, ignorare ciò che appare potrebbe diventare complicato.