Le Lettere Scarlatte inaugura una nuova collana tra fantascienza, distopia e rilettura del presente.
Il debutto è fissato per il 30 ottobre a Bookinvaders, la sezione editoriale del Trieste Science+Fiction Festival.
Un segnale inciso sui muri (e sulla carta)
C’è qualcosa di liberatorio nel vedere nascere una collana editoriale dedicata al fantastico. Non è soltanto un annuncio di titoli: è un atto di fiducia nell’immaginazione, un graffio sui muri della normalità. NOF4 – Graffiti dell’immaginario, la nuova collana di Le Lettere Scarlatte, prende il nome da Oreste Ferdinando Nannetti, internato a Volterra che incise con la fibbia del panciotto migliaia di parole sui muri del manicomio, convinto di captare messaggi da civiltà aliene.
Oggi quella sigla, NOF4, diventa vessillo di un progetto che vuole attraversare i confini tra follia e visione, tra distopia e speranza, tra il presente che ci sfugge e i futuri che ancora non sappiamo nominare. Non a caso il battesimo è previsto al Bookinvaders, la sezione editoriale del Trieste Science+Fiction Festival, in collaborazione con La Cappella Underground: il luogo ideale per ricordare che in Italia il fantastico non è un genere minore, ma un linguaggio necessario.
La collana NOF4: graffiti dell’immaginario
La collana nasce con una vocazione chiara: dare spazio a storie che, attraverso i codici del fantastico, sappiano leggere la contemporaneità. Fantascienza, fantasy e horror non come evasione, ma come strumenti critici, capaci di restituire distanza e profondità di sguardo.
I primi due titoli, pubblicati nell’ottobre 2025, sono pensati come i “primi segnali alieni” ricevuti da NOF4: messaggi che arrivano da altrove, ma che parlano direttamente al nostro presente.
Blu temporale di Roberto Maestri
Trieste e il Carso diventano scenari simbolici di instabilità. Nei tre racconti che compongono Blu temporale, Maestri mette in scena l’eterno interrogativo del “come sarebbe stato se?”, scavando nelle crepe della storia e nei traumi della guerra.
Un oggetto enigmatico ricorre come relitto o allucinazione, perturbando la stabilità del mondo e aprendo fessure verso l’altrove.
Maestri, autore triestino, intreccia memoria e immaginazione, trasformando la città di confine in un laboratorio di distopia e possibilità. Il blu, colore e abisso, diventa metafora di un tempo che non si lascia mai possedere del tutto.
Echi di empatia di Andy Arton
Andy Arton affronta un tema di bruciante attualità: l’impatto dell’intelligenza artificiale in ambito medico.
Ma il romanzo non si limita a scenari tecnologici: al centro ci sono le relazioni, le pratiche di cura, le questioni etiche legate al fine vita.
La scrittura di Arton tocca corde intime, mostrando le fragilità di un sistema sanitario che rischia di dimenticare l’essenza dell’umano.
L’empatia diventa il vero campo di battaglia: può sopravvivere in un mondo sempre più automatizzato? E come possiamo difenderla?
Le Lettere Scarlatte: un laboratorio di storie
Fondata a Trieste nel 2016, Le Lettere Scarlatte è una casa editrice indipendente che ha fatto della cura editoriale e della ricerca culturale la propria cifra distintiva. Il catalogo spazia dalla poesia (Elicona) alla narrativa (Luce e Tenebra), dai testi brevi (I Librini) al mentalismo (Mesmer), fino alla letteratura per ragazzi (Phanes). Con NOF4, l’editore apre un nuovo fronte, dedicato alla speculative fiction, con l’ambizione di diventare punto di riferimento per autori e lettori italiani del genere.
Un futuro da scrivere
Il lancio di NOF4 – Graffiti dell’immaginario non è solo un evento editoriale: è un segnale che il fantastico in Italia non è marginale, ma vitale. È la prova che esiste un pubblico pronto a leggere storie che parlano di noi attraverso alieni, intelligenze artificiali, distopie e mondi possibili.
Come i graffiti di Nannetti, anche questi libri sono messaggi da decifrare: segni che arrivano da un altrove, ma che ci costringono a guardare meglio il nostro presente. E se questi sono i primi segnali, non resta che attendere le prossime trasmissioni dalle profondità siderali.