L’antologia Duchessa di Giovanna Repetto si presenta come un mosaico narrativo di rara densità, in cui ogni racconto è una tessera che contribuisce a comporre un quadro complesso e sfaccettato dell’umano.

Duchessa

Autore: Giovanna Repetto

Editore: Delos Digital

Data pubblicazione: luglio 2025

ISBN: 9788825433500

Pagine: 131

Formato: ebook/brossura

 

Giovanna Repetto mette in scena una pluralità di voci, di situazioni e di atmosfere, riuscendo a coniugare la profondità psicologica con la tensione verso il fantastico, il perturbante e il simbolico.

La raccolta non si limita a proporre storie autonome, ma costruisce una rete di rimandi e di echi che attraversano i testi. I racconti si distinguono per la varietà dei temi: dalla metamorfosi e dalla magia (Duchessa), alla riflessione sull’identità e sulla memoria (Il volto del padre), dalla solitudine e dalla vecchiaia (Il vecchietto, La caramella), fino alla trasgressione, alla dipendenza e alla follia (Una brutta abitudine, L’altra faccia). Questa pluralità è sostenuta da una scrittura che sa essere ora ironica e leggera, ora densa e inquietante, sempre attenta alla costruzione di atmosfere e di personaggi credibili e profondi.

Duchessa, racconto eponimo, introduce la figura di una gatta magica, simbolo di legame misterioso e trasmissione di potere, suggellando nel finale il contratto tra la protagonista e la sua nuova padrona. In Irene si esplora la complessa relazione tra maestro e allievo, tra psicoterapia e attrazione, tra razionalità e istinto, con dialoghi colti e una tensione sottile tra controllo e abbandono. Il vecchietto offre una delicata osservazione della solitudine, dove la protagonista assiste alla “commedia umana” del suo dirimpettaio, riflettendo sulla fragilità della vita e sulla possibilità di essere testimoni dell’ultimo istante di un altro essere umano. In Il volto del padre emerge il tema della memoria e dell’identità, con il protagonista impegnato a ricostruire il volto perduto del padre e a confrontarsi con le proprie cicatrici, fisiche e psicologiche. La bambola racconta la vicenda di Anna, donna segnata da un passato difficile, che trova riscatto e senso nella cura della signora Dora, in una riflessione sulla dedizione e sulla capacità di trasformare la sofferenza in tenerezza. Con L’altra faccia si entra in una dimensione di dualità, follia e memoria, in cui punti di vista e stili si alternano in una danza tra realtà e allucinazione fino alla rivelazione finale. La nave diventa un inno alla solitudine e al viaggio come metafora di esorcizzazione della morte e ricerca di senso, con una scrittura evocativa e poetica. In Le nozze di Rosa il mito dell’Uomo Selvatico viene rielaborato per indagare alterità, amore e paura, con una delicatezza che sa trovare dolcezza anche nelle situazioni più dure. Una brutta abitudine affronta il tema della dipendenza, della colpa e della memoria, con una narrazione densa di inquietudine e un finale ambiguo che sospende il lettore tra realtà e allucinazione. Infine, La caramella mette in scena la solitudine, la vecchiaia e la relazione tra generazioni, riflettendo sulla difficoltà di accettare la perdita e sulla natura ambivalente dell’amore.

La formazione di Repetto come psicologa e psicoterapeuta si riflette nella capacità di indagare le zone d’ombra della mente, i meccanismi del desiderio, della paura, della colpa. I personaggi sono spesso in bilico tra razionalità e istinto, tra bisogno di appartenenza e pulsione alla trasgressione. La narrazione si muove tra il mito e la quotidianità, tra la dimensione archetipica e quella psicologica, con una padronanza che rivela una cultura ampia e stratificata.

L’antologia è ricca di riferimenti alla mitologia classica, alla pittura simbolista, alla psicoanalisi, alla letteratura europea. Questi elementi non sono mai semplici ornamenti, ma diventano strumenti per arricchire la lettura di livelli interpretativi molteplici. Il dialogo tra i personaggi, in particolare nel racconto Irene, si nutre di citazioni e di riflessioni che spaziano dalla storia dell’arte alla teoria psicoanalitica, dalla fiaba popolare alla cultura pop.

Molti racconti giocano con il confine tra reale e irreale, tra sogno e veglia, tra normalità e follia. La presenza del perturbante, del mostruoso, dell’inquietante è una costante che attraversa l’intera raccolta, invitando il lettore a confrontarsi con ciò che è altro, diverso, sconosciuto. La scrittura di Repetto non cerca mai la facile consolazione, ma spinge a interrogarsi, a mettere in discussione le proprie certezze, a esplorare le zone liminari dell’esperienza.

Pur nella varietà di stili e di registri, la voce di Giovanna Repetto rimane sempre riconoscibile: sorniona, ironica, capace di vibrare tra le righe e di creare un legame intimo con il lettore. La metafora del gatto, che attraversa la raccolta e si fa protagonista nell’ultimo racconto, diventa simbolo di questa voce: misteriosa, indipendente, capace di legare a sé chi la incontra.

 

  • Perché si: Perché offre una lettura intensa e stratificata, capace di sorprendere e di far riflettere, con una scrittura elegante e una profondità psicologica rara.
  • Perché no: se non siete pronti a confrontarvi con il lato oscuro dell’animo umano andate altrove alla ricerca di una narrazione semplice e rassicurante.